Il regime forfettario prevede un limite massimo di €85.000 di ricavi o compensi
annui. Superare questa soglia non è una catastrofe, ma è fondamentale
sapere quando avviene, cosa comporta e come gestire la transizione
senza sorprese fiscali.
Cos'è il limite di €85.000
La soglia di €85.000 è il massimo di ricavi o compensi
percepibili in un anno solare (1 gennaio–31 dicembre) rimanendo in regime forfettario.
Si applica il principio di cassa: conta ciò che entra concretamente
nel tuo conto corrente nell'anno, non ciò che hai fatturato ma non ancora incassato.
💡 La soglia è stata portata da €65.000 a €85.000
dalla Legge di Bilancio 2023 e è rimasta invariata. Verifica sempre la normativa
vigente con il tuo commercialista.
Cosa si conta nel fatturato
Rientrano nel calcolo del limite:
- Tutti i compensi incassati nell'anno (principio di cassa)
- I ricavi da più attività se esercitate contemporaneamente (si sommano)
Non rientrano (in linea generale, verifica con commercialista):
- Il contributo integrativo addebitato al cliente e versato interamente alla cassa previdenziale
- Le spese anticipate in nome e per conto del cliente, se documentate
⚠️ La definizione esatta di cosa entra nel calcolo del limite
dipende dall'attività e dalla situazione specifica. Consulta il tuo commercialista.
Superamento ordinario: uscita dall'anno successivo
Se al 31 dicembre il fatturato ha superato €85.000 ma è rimasto sotto €100.000,
non perdi il forfettario nell'anno in corso. Il passaggio al regime ordinario avviene
dal 1° gennaio dell'anno successivo.
- Tutto l'anno in cui hai superato €85.000 rimane forfettario
- Dal 1° gennaio successivo sei in ordinario e devi applicare l'IVA
- Dovrai tenere contabilità ordinaria o semplificata dall'anno di uscita
📊 Esempio: superamento a dicembre
Fatturato gennaio–novembre€82.000
Incasso dicembre+€6.000
Totale anno€88.000
Regime per tutto l'annoAncora forfettario
✓ Passaggio ordinario dal1 gennaio anno successivo
Superamento di €100.000: uscita immediata
Se nel corso dell'anno superi €100.000, l'uscita è
immediata: a partire dal mese successivo al superamento sei obbligato
ad applicare l'IVA sulle fatture.
⚠️ Il superamento dei €100.000 è una situazione
delicata che richiede intervento immediato del commercialista per gestire correttamente
la transizione e il calcolo dell'IRPEF per la parte dell'anno fuori dal forfettario.
Come monitorare il fatturato
- Registro degli incassi: tieni traccia mensile di ogni pagamento ricevuto
- Cumulato a fine mese: somma tutti gli incassi dall'1 gennaio
- Stima di fine anno: se a settembre sei a €70.000 con fatture in attesa, pianifica
- Pianifica gli incassi di dicembre: se sei vicino alla soglia, valuta con il commercialista se posticipare incassi
📊 Calcola il tuo netto reale
Usa il simulatore gratuito: confronta forfettario e ordinario con i tuoi dati, in pochi secondi e senza registrazione.
⚖️ Calcola una stima gratis →
Domande frequenti
Se supero €85.000 perdo subito il forfettario?
No. Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, l’uscita avviene dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se superi €100.000, l’uscita è immediata dal mese successivo al superamento.
Posso rientrare nel forfettario dopo essere uscito?
Sì, ma solo se nell’anno precedente il fatturato è tornato sotto €85.000 e se rispetti tutti gli altri requisiti. Il rientro avviene dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Il contributo integrativo si conta nel limite di €85.000?
In genere no, se viene addebitato al cliente come voce separata e versato interamente alla cassa previdenziale. Il trattamento specifico va verificato caso per caso con il commercialista.
Come si conta il fatturato se ho aperto partita IVA a metà anno?
Il limite di €85.000 vale per l’intero anno solare, indipendentemente da quando hai aperto. Se hai aperto a luglio e hai già incassato €85.000 a dicembre, hai superato il limite e dall’anno successivo sei in ordinario.
⚠️ Disclaimer: Questo articolo ha finalità informativa e divulgativa. I dati fiscali riportati si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione e potrebbero non essere aggiornati. Non sostituisce il parere di un commercialista o consulente fiscale abilitato. Prima di prendere decisioni, consulta sempre un professionista.